Come riportato dal corrieredellosport.it alla cerimonia per il premio Giuseppe Colalucci (popolare giornalista romano scomparso nel 1984) avvenuto alla Casa del Jazz, Claudio Lotito in attesa di ricevere il premio ha lasciato alcune dichiarazioni relative alle voci di calciomercato su Milinkovic: 

“I contratti si fanno quando scadono. Dal punto di vista tecnico, la Lazio ha interesse a prolungarlo perché è un grande giocatore e anche un grande uomo. Mi auguro che altrettanta valutazione la faccia il giocatore. Se c’è già un appuntamento in agenda? Che stiamo facendo calciomercato qui? Nella vita tutto ciò che ha inizio ha anche una fine. Milinkovic è un giocatore su cui la Lazio punta. Quello che manca, però, sono i presidenti. Se vedete sono pochi quelli italiani rimasti, che lo fanno con dedizione. Il denaro non è tutto nella vita, contano di più il cervello e le idee”.

Quindi la Lazio ha ribadito quanto e più volte dichiarato in precedenza sulla volontà di rinnovare il contratto al proprio giocatore. 

Il presidente della Lazio ha anche speso alcune parole sul caso del momento, le indagini Prisma della Procura della Repubblica di Torino sulla società Juventus. 

Oggi tutti parlano male della Juve, ma ha contribuito al sostentamento del calcio italiano. La Lazio? Non so cosa siano le plusvalenze, io sono per le valenze. Quando uno vale, lo mette sul campo. Nella vita contano i fatti e non le parole. Se c’è il rischio che l’indagine sulla Juve si allarghi ad altre squadre? Se continuiamo a parlarne si crea un allarme. Non conosco i comportamenti delle altre, sicuramente non si allargherà coinvolgendo la Lazio. Non abbiamo problemi di questa natura. Questo per me è un fatto di orgoglio e tranquillità, nonostante io sia partito con una situazione drammatica da 250 milioni di debiti, non siamo ricorsi ad artifizi”.

Infine il numero uno laziale ha parlato anche di un rimpianto: 

“Non è che stiamo facendo il gatto e la volpe e io faccio Pinocchio, la favoletta la conosco. Il cervello è l’unica cosa che non puoi comprare, o ce l’hai o non ce l’hai. Il mio rimpianto? Zarate. Noi alleniamo mente e spirito oltre al fisico. Quando le cose non sono collegate rischi di rimanere per strada, come quando alla macchina si stacca lo spinterogeno”.

Il fatto di aver ricordato Zarate ci ha fatto enorme piacere. Significa aver riconosciuto un proprio errore, fatto raro in casa biancoceleste. 

Che a Formello da qualche anno la gestione generale della conduzione della società sia migliorata nettamente ne avevamo avuto più di un segnale e questo ne è uno ulteriore. 

Quello di Maurito fu un caso gestito male sia dalla Lazio ma soprattutto dall’entourage del giocatore, tra cui il fratello, che forse avevano avanzato pretese eccessive.

È stato un grande appuntamento mancato che forse avrebbe lasciato capitoli interessanti nella storia della Lazio.